Patto generale di collaborazione
Per la promozione e la tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+ nella città di Bologna 2022-2027
Il Patto Generale di Collaborazione è lo strumento con cui il Comune di Bologna e le Associazioni ed enti esponenziali della comunità LGBTQIA+ partecipanti hanno concordato, a seguito di un percorso di coprogrammazione e coprogettazione, la realizzazione di servizi, progetti, interventi e azioni sussidiari e complementari a quelli dell’Amministrazione comunale, finalizzati a prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione, a promuovere e a tutelare i diritti delle persone e della comunità LGBTQIA+, perchè venga garantito che ogni persona possa vivere liberamente la propria identità e il proprio orientamento sessuale.
Obiettivi generali del patto
Gli obiettivi generali che si intendono raggiungere sono:
- la formalizzazione di una sinergia tra l’amministrazione comunale e le associazioni rappresentative della comunità LGBTQIA+ al fine di ampliare e consolidare una rete più efficace ed efficiente nella promozione e tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTQIA+;
- la raccolta, l’analisi dei bisogni, la formulazione di proposte attraverso la co-programmazione;
- la definizione e realizzazione di servizi, progetti, interventi e azioni sussidiari e complementari a quelli dell’Amministrazione, con l’integrazione e il coordinamento di competenze, esperienze, risorse, idee e persone, valorizzando le specificità operative di ciascuna persona e le rispettive reti costruite.
Descrizione del percorso
Il Patto di collaborazione per la tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTQIA+ è il risultato di un percorso di confronto che ha visto la collaborazione tra Pubblica Amministrazione e realtà associative.
Tale percorso, facilitato dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana, ha visto due fasi - la coprogrammazione e la coprogettazione - che si sono sviluppate tra maggio e giugno del 2022 con il fine di produrre un sistema organico e dialogante di progettualità sul territorio.
Le associazioni protagoniste
I Dipartimenti e i Settori dell'Amministrazione comunale coinvolti:
Per la promozione e la tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTQIA+ nella città di Bologna 2022-2027
Assi tematici
Forme di sostegno
I progetti emersi potranno beneficiare della varietà delle forme di sostegno di cui il Comune può disporre, tra le quali contributi economici, beni materiali e immateriali.
Durata
Il Patto, in coerenza con il mandato amministrativo aveva inizialmente durata dal 2022 al 2026 poi prorogata al 2027.
Impegni generali
Delle Associazioni e degli enti esponenziali della comunità LGBTQIA+ sottoscrittori del Patto
Le associazioni e gli enti espondenziali della comunità LGBTQIA+ sottoscrittori del Patto:
Si impegnano a realizzare le attività e gli interventi che sono stati definiti e concordati con la Amministrazione comunale a conclusione del percorso di coprogettazione, con le modalità definite nelle convenzioni e nei protocolli operativi adottati in attuazione del presente Patto.
Possono coinvolgere altri soggetti pubblici o privati in qualità di partner nello svolgimento delle attività, dandone comunicazione alla Amministrazione comunale; possono altresì avvalersi di proprie figure professionali necessarie per la progettazione, l’organizzazione ed il coordinamento delle azioni di progetto.
Si impegnano ad organizzare ed allestire gli spazi e gli immobili concessi provvedendo autonomamente alle eventuali opere di recupero edilizio e manutenzione che si rendano necessarie per l’avvio e la conduzione delle attività programmate, con le modalità definite nelle convenzioni e nei protocolli operativi e nel rispetto delle normative vigenti in materia urbanistico-edilizia, igienico sanitaria, acustica e di sicurezza sul lavoro.
Si impegnano ad utilizzare mezzi e risorse messi a disposizione dalla Amministrazione comunale, favorendo l’uso condiviso e la collaborazione con gli altri soggetti sottoscrittori e partner dei progetti, in un’ottica di riduzione degli sprechi ed ottimizzazione dei processi.
Non possono realizzare all’interno degli spazi ad essi concessi dalla Amministrazione comunale interventi che siano in contrasto con gli obiettivi del presente Patto di collaborazione.
Si fanno carico delle utenze e spese di gestione, imposte ed eventuali opere di manutenzione ordinaria degli spazi ed immobili ad essi concessi con le modalità definite nelle convenzioni e nei protocolli operativi attuativi del presente Patto.
Si impegnano a rendicontare periodicamente alla Amministrazione comunale le attività svolte sul piano tecnico ed economico, fornire i dati richiesti con le modalità definite nelle convenzioni e nei protocolli operativi.
Dell'Amministrazione Comunale
In risposta alle istanze emerse in fase di coprogrammazione e coprogettazione, aventi come interlocutore principale l'Amministrazione, questa si impegna, accanto alle "forme di sostegno" o con la loro esplicita formulazione, a:
Supportare la comunicazione e la collaborazione dei sottoscrittori con le proprie articolazioni organizzative, al fine di sviluppare e consolidare i progetti, interventi e servizi in maniera integrata e trasversale e al fine di promuoverli, anche attraverso
i propri canali istituzionali;
Facilitare momenti strutturati di approfondimento, scambio e formazione tra le associazioni LGBTQIA+ e i servizi, in particolare in ambito socio-sanitario, per una
maggiore conoscenza dei servizi erogati e per un consolidamento della rete, promuovendo la partecipazione di altri stakeholder e istituzioni, tra i quali l’AUSL e ASP Città di Bologna;
Istituire un Tavolo di monitoraggio e valutazione sull’attuazione, l’aggiornamento e l’impatto sociale del Patto di collaborazione, aperto a tutti i sottoscrittori, in raccordo con la Giunta comunale;
Individuare altri spazi, oltre a quelli già in uso, al fine di rispondere sempre più alle
istanze e ai bisogni avanzati durante la coprogrammazione e la coprogettazione;
Consolidare e ampliare i servizi offerti dallo SPAD - Sportello Antidiscriminazioni al fine di garantire la sua capacità di risposta ad altri fattori di discriminazione, tra i quali l’orientamento sessuale e l’identità di genere.